Blog

HomeCultureUn acino d’uva può regalare un’emozione?

Un acino d’uva può regalare un’emozione?

Sì, se aspettiamo che si trasformi in vino.

Quando la sera vi concedete un attimo di relax assaporando un buon bicchiere di vino, magari anche in ottima compagnia, vi chiedete mai qual è il processo grazie al quale vi ritrovate a vivere quel momento?

Probabilmente no ed è per questo motivo che oggi vogliamo raccontarvi una storia, che vede come protagonista un acino d’uva che sognava di diventare un ottimo vino.

FASE 1: LA VENDEMMIA

Siamo in un giorno di fine agosto. Un acino d’uva si sveglia baciato dalle prime luci del mattino, quando vede avvicinarsi un uomo che lo scruta. Così pensa speranzoso: “Finalmente! È arrivato il mio momento!” Ma l’uomo tira dritto e lo lascia lì, nella vigna. Questa operazione va avanti per giorni e l’acino comincia a scoraggiarsi, perché non sa che il suo viaggio avrà inizio quando avrà raggiunto il giusto rapporto tra acidi e zuccheri al suo interno.

Giunti quasi all’inizio di settembre, l’acino sente un rumore in lontananza che si fa sempre più forte: è la macchina vendemmiatrice. Comincia la sua avventura.

FASE 2: LA PIGIATURA

Questo è uno dei momenti più delicati per il nostro acino: una volta riuscito a mantenersi integro durante il trasporto, evitando così fermentazioni premature, adesso si ritrova dentro la cosiddetta pigiatrice, quel macchinario che gli permetterà di avviare la sua reale trasformazione e raggiungere il suo sogno.  È in questa fase che l’acino, attraverso l’estrazione del suo succo e della polpa, diventa mosto e attende la fase successiva all’interno del tino.

FASE 3: LA VINIFICAZIONE

Ciò che era zucchero comincia a trasformarsi in alcol e anidride carbonica. La fermentazione o, meglio, la vinificazione, può durare da 7 a 15 giorni, o anche di più nel caso di vini più complessi.

“Che cosa diventerò?” pensava l’acino mentre sentiva la trasformazione che stava subendo. Se fosse stato separato dalla sua buccia e filtrato a breve, sarebbe diventato un bianco. Se invece questa fosse rimasta nel tino a macerare insieme ai semi e ai raspi, sarebbe diventato un rosso.

FASE 4: SVINATURA, INVECCHIAMENTO E IMBOTTIGLIAMENTO

L’acino sta per ultimare il suo viaggio. Bisogna abbandonare il tino per trasferirsi nella botte, così da dare inizio ad una seconda fermentazione e un’ulteriore trasformazione dello zucchero residuo.

Nel caso dei vini bianchi l’avventura termina qui: sono pronti per essere imbottigliati. I rossi devono avere invece un altro po’ di pazienza e iniziare ad invecchiare, periodo che può durare fino a 5 anni o più.

FASE 5: L’ASSAGGIO

L’acino d’uva, ormai vino, può finalmente regalare quell’emozione che ha custodito fino a questo momento: la nostalgia provata da tre amici che brindano ai ricordi, la felicità di una famiglia che la domenica a pranzo stappa due bottiglie alla volta perché troppo numerosa, la serenità di un uomo che si riempie un bicchiere mentre legge il suo libro preferito.

Oppure, dopo questa storia, il prossimo bicchiere di vino vi farà brindare all’acino d’uva che ha realizzato il suo sogno ?

Nessun commento

Posta un commento

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi